martedì 10 maggio 2011

Bad Brain

Ieri sera ho preso una maglia azzurra dall'armadio, una di quelle che uso di solito a educazione fisica, e ci ho scritto sopra una frase di Sid Vicious: "I'm not chic, I could never be chic. I was in it from its inception". Sul dorso in grandi caratteri ho scritto il nome del bassista incapace che pronunciò quelle parole. Perché oggi è il suo compleanno, cazzo, e dovevo trovare assolutamente qualcosa da fare per rendergli omaggio. Oggi a scuola sono stata una vera punk, con gli anfibi, rigorosamente slacciati, i jeans, e questa stupenda T-shirt azzurra. Ho fatto le prove INVALSI di italiano e matematica con la maglia di Sidney, non so se mi spiego? Ma ora basta parlare di me, ho fatto abbastanza il pavone per oggi. Vorrei parlarvi un po' di lui, cioè di John Simon Ritchie; però non scriverò la pappardella della sua vita, se vi interessano soltanto i dati anagrafici andata poi su Wikipedia. A me importa trasmettervi quello che di lui porto dentro di me, quella parte del suo essere che si è travata in armonia con i miei pensieri, con la mia concezione del mondo. Non che io sia convinta che vi interessi quello che penso,  ma visto che esiste un posto come Blogger, presumo di non essere l'unica persona che pubblica ogni giorno la sua pagina di diario con la speranza di venire letta e capita. Io soprattutto spero di trovare qualcuno che ascolti del buon vecchio punk, perché di questo mi nutro, e a star a tavola da sola comincio ad annoiarmi.
Vicious non era veramente cattivo(vicious in inglese significa "malvagio"): voleva un gran bene alla sua mamma, e le scriveva spesso delle cartoline, quando era in tournée e quando stava a Parigi. E in questo mi assomiglia un sacco: il mio nome significa "principessa", ma non sono affatto una gran signora. Al massimo posso essere paragonata a quelle principesse Disney dark storpiate e incupite che si trovano su Google.
Prima di diventare famoso, prendeva tutto come un divertimento. Allo stesso modo io cerco di trovare qualcosa di bello in ogni cosa, in ogni persona. Alcune amiche mi dicono che sono troppo ingenua, e che vedo del buono nella gente più subdola. Ma io credo che comunque, se questi personaggi hanno incrociato il mio cammino e mi stanno accompagnando incontro al futuro(se futuro ci sarà, ma credo di sì...), avranno un perché nella vita, uno scopo, un qualcosa che faccia almeno sorridere.
Il successo gli ha dato alla testa.
Mi fa impazzire la cultura punk, come puro rifiuto dei canoni del "giusto" e dello "sbagliato". Chi può dire che non accettare il controllo di un capo religioso o di una tal televisione sia un atto sovversivo e amorale? Ma sparlino pure: la cosa bella di essere punk è che sei libero di fregartene di ciò che non ti riguarda, sei immune al germe del pettegolezzo. Infatti io odio sfottere la gente, anche se sono certe puttane che conosco personalmente, perché dopo un po' ti stanchi, non essendoci notizie frequenti.
Critico Sid per molte cose: per la sua dipendenza dall'eroina, per il suo menefreghismo dei confronti di chiunque non fosse la Sua Nancy, ma apprezzo il suo tentativo di vivere a modo suo, facendo tutto ciò che voleva fare. Aveva una testa sua, una cosa che manca a un sacco di ragazzi che conosco. Aveva una testa marcia, ma la usava. Cercherò di fare anch'io così, contando sul fatto di avere le rotelle ben oliate.

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